1. Antichità Nella cultura greca antica il monocordo era impiegato prevalentemente, anche se non esclusivamente, per la dimostrazione dei rapporti armonici piuttosto che per la musica pratica, probabilmente a causa dei suoi evidenti limiti di estensione e di agilità. Non manca, tuttavia, una sporadica testimonianza di un suo impiego come strumento da performance, sia pure accompagnata da una interessante descrizione dei suoi limiti. Claudio TolemeoTolemeo, ClaudioClaudio Tolemeo (Scienza Armonica, II, 12) spiega infatti che sul monocordo non si potevano eseguire alcune tecniche, di cui purtroppo si limita a elencare i nomi, e la cui interpretazione è quindi soltanto ipotetica: il epipsalmós (ἐπιψαλμός, l’aggiunta di una linea melodica di accompagnamento a quella principale), la sýnkrousis (σύγκρουσις, l’esecuzione di bicordi), l’anaplokē (ἀναπλοκή, l'esecuzione rapida di salti ascendenti), la kataplokē (καταπλοκή, l'esecuzione rapida di salti discendenti), il sýrma (σύρμα, da intendersi forse come corruzione testuale di sýrigma, σύριγμα, ossia suono «flautato», armonico) e la symplokē (συμπλοκή, il movimento misto di salti ascendenti e discendenti). Sempre Tolemeo dà notizia di un personaggio dal...